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NOVITA’ NOVITA’ NOVITA’

 

Il nome di Mario Castellacci è legato soprattutto alla storia del Bagaglino, di cui è stato uno dei fondatori assieme a Pier Francesco Pingitore, Gianfranco Finaldi, Luciano Cirri, Piero Palumbo e Raffaello Della Bona più il musicista-compositore Dimitri Gribanovski. Correva l’anno 1965. E per il quale ha continuato a scrivere testi fino alla morte nel 2002. Ma ha avuto un prima e impropriamente possiamo dire anche un dopo.
Sono le tre parti in cui è diviso questo volume (di 120 pagine curato da Antonella Ambrosioni e Federico Gennaccari) che vuole rendere omaggio a questo personaggio dalla battuta sempre pronta che può essere considerato a pieno titolo uno dei grandi dello spettacolo italiano.
GUERRA. La prima parte si chiama “Le donne non ci vogliono più bene” come la celeberrima canzone scritta da Castellacci arruolatosi volontario dopo l’8 settembre. Contiene anche una raccolta di ventinove sonetti, intitolata “Viva l’Italia” in cui racconta lo sbandamento e la rabbia vissuta nei cinque giorni dopo l’armistizio.
SATIRA. La seconda parte ripercorre la storia del Bagaglino con testimonianze di Pingitore, Finaldi, Della Bona, Cirri, Lionello e altri. Oltre a qualche testo del Bagaglino degli inizi.
TEATRO. La terza parte è legata a Forza venite gente, la commedia musicale su San Francesco scritta da Castellacci nel 1981 con la collaborazione del figlio Piero e di Piero Palumbo e che continua ad essere rappresentata in tutta Italia (ha superato le 3.200 repliche davvero un record) e non solo nelle parrocchie (per il mondo cattolico è un cult).
Conclude il libro una breve rassegna stampa degli articoli con cui i maggiori quotidiani italiani hanno dato la notizia della sua morte. Anche se un artista non muore mai perché continua a vivere la sua arte, le sue canzoni, le sue battute, le sue commedie, che nel caso di Castellacci hanno fatto ridere, pensare ed anche pregare gli italiani.

pp. 120 – 12 euro

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Una vicenda scomoda e terribile della Seconda Guerra Mondiale. NON SOLO LA “CIOCIARA”. Violenze di guerra sulle donne dalla Sicilia alla Campania, dal Lazio alla Toscana di Silvano Olmi attraverso documenti e denunce ripercorre le violenze compiute in Italia nel 1944 soprattutto dalle truppe marocchine inquadrate nel Corpo di Spedizione Francese. Una violenza doppiamente terribile perché questi militari che facevano parte degli Alleati erano considerati dei liberatori e vennero accolti come tali. Per loro, invece, gli italiani erano dei nemici e quindi i loro beni e le donne erano solo “bottino di guerra” su cui sfogare gli istinti più bestiali. Donne di tutte le età, dagli 11 agli 80 anni e in non pochi casi anche uomini e ragazzi (persino bambini). In Toscana hanno subito violenze persino uomini e donne impegnate in formazioni partigiane.

Se l’orrore ha raggiunto il culmine in Ciociaria (e in limitrofi comuni della provincia di Latina), il volume si occupa anche di stupri e omicidi registrati sia prima, in Sicilia e in Campania, che dopo, nella provincia di Viterbo e in Toscana, soprattutto nelle provincie di Siena e di Livorno, sull’Amiata e all’Isola d’Elba.

Questo è il primo libro che si occupa della provincia di Viterbo dove l’autore ha trovato negli archivi quasi cento denunce e presenta documenti inediti.

pp.296 – euro 15

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Secondo titolo per la nuova COLLANA PROFILI, edizione tascabile diretta da Gennaro Malgieri, per raccontare in 100 pagine protagonisti della storia e del pensiero. Si tratta di ANGELO OLIVIERO OLIVETTI di Ada Fichera

pp.108

10 euro

Angelo Oliviero Olivetti è una delle figure più importanti e più affascinanti del sindacalismo rivoluzionario. Talvolta poco celebrato e studiato, altre volte caduto in oblio per “damnatio memoriae”, merita oggi di essere riportato in luce attraverso un breve, ma quanto più possibile completo, profilo.

Da non confondere con il più noto Adriano Olivetti (imprenditore di Ivrea e teorico ), Angelo Oliviero Olivetti è fondatore e ideatore di un sindacalismo che è prima di tutto associazionismo di pensiero e di lotta. Egli fonda un’etica superiore attraverso un’idea di rivoluzione come concezione di vita. Il suo è un sindacalismo “spontaneo” che nelle sue maggiori opere, quali Il sindacalismo come filosofia e come politica e I Lineamenti del Nuovo Stato Italiano, definisce le prime rivoluzionarie norme a favore dei lavoratori e le linee per un nuovo modo di intendere il lavoro, non come dolore ma “come gioia”. Il suo pensiero a favore della guerra in Libia e il suo interventismo riguardo alla Prima guerra mondiale costituiscono l’architrave per i suoi rapporti con Benito Mussolini e con Gabriele d’Annunzio. Intellettuale sempre in fermento, fondamentale e fondante per tutto il sindacalismo degli anni successivi fino ai nostri giorni, Olivetti partecipa al passaggio storico dal sindacalismo al corporativismo, affermando sempre la libertà del lavoro a favore anche di una maggiore e migliore produzione. Mai liberale, la sua attività sindacale ed economica fonda pure una “filosofia dei produttori” post-bellica. Ada Fichera, in questo profilo, mostra la rilevanza storica di Olivetti, che va “oltre il tempo”, seguendo il fil rouge dei concetti, a lui tanto cari, dell’uomo nuovo, dell’identità, della nazione e della patria.

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Esordio per la nuova COLLANA PROFILI, edizione tascabile diretta da Gennaro Malgieri, per raccontare in 100 pagine protagonisti della storia e del pensiero. Il primo volume è CORRIDONI di Gennaro Malgieri

pp.108

10 euro

Filippo Corridoni è una delle figure più controverse e complesse del movimento rivoluzionario del primo Novecento. Ma anche un anticipatore di “nuove sintesi” politiche, foriere di sviluppi teorici e pratici di indiscutibile portata storica. Una vasta letteratura ce lo consegna nei modi più disparati: tutti sono plausibili ed è legittima qualsivoglia interpretazione del suo breve eppure intenso cammino tra le intemperie degli anni Dieci fino alla tragica ed eroica morte in battaglia.
E’ stato un convinto sostenitore dell’impegno italiano nella Prima Guerra Mondiale per far diventare, con la partecipazione al conflitto, il proletariato soggetto di primo piano nella vicenda nazionale. L’etica corridoniana, in questo senso, si sposa con l’estetica rivoluzionaria a cui egli stesso ha dato un notevole impulso, attratto dal sorelismo non meno che da un marxismo rivisitato. In altri termini, con Corridoni fa irruzione nello smantellamento della pratica marxista il decisionismo individualista che cerca di contagiare le classi affinché assumano la responsabilità della partecipazione alla guida della nazione. Il suo sindacalismo rivoluzionario, come cerca di mostrare Gennaro Malgieri in questo breve profilo politico ed intellettuale, si caratterizza per l’originalità interpretativa e per la moralità con la quale egli ha perseguito il suo scopo.

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Per i 30 anni dalla morte di Pino Romualdi e Giorgio Almirante, esce ROMUALDI E ALMIRANTE, DESTRE “PARALLELE”un libro a quattro mani per fornire più chiavi di lettura sul ruolo svolto dal “fondatore” e dal “segretario” nella storia della destra e della politica italiana più in generale.

Malgieri che ha conosciuto da vicino i due leader, lavorando al “Secolo d’Italia”, è autore del saggio “Due uomini, un’Idea” diviso in capitoli monografici sulla “Destra possibile” di Romualdi e sull’impegno di Almirante per arrivare ad una “Nuova Repubblica”.

Gennaccari che invece Romualdi e Almirante non li ha conosciuti, ma li ha solo visti in tv o ascoltati nei comizi, ripercorre le loro biografie e la storia del Msi che spesso li ha visti contrapposti ma sempre per una destra unita.

Completa il libro una rassegna stampa del “Secolo d’Italia” e dei principali giornali italiani del 22-24 maggio 1988.

pp.196 – euro 13

 

Agenda Cultura 2018, Magazzino 18. Le foto di Jan Bernas e Carla Isabella Elena Cace, Sangue Italiano. 50 anni di terrorismo, stragi e violenza politica di Marco Falvella e Federico Gennaccari, I ragazzi di via Milano di Mauro Mazza, L’ultimo porto di Patrizia Bracci, 100 personaggi del Mare. Navigatori-eroi-costruttori di Gennaccari-GrilloNon solo Moro. L’Italia del terrorismo. E poi Italia Tricolore 1946-1989 e tanti altri.